musica e incontri nel piccolo intenso mondo di Castelnuovo, antico rione di Recanati (MC)

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AmAnticA Folk Festival 2018 con Samurai Accordion e Duo Bottasso

«SAMURAI ACCORDION» E «DUO BOTTASSO», GLI “EROI” DELL’ORGANETTO AD AMANTICA 2018

Domenica 22 luglio, nel piazzale della Chiesa S. Maria Assunta a Castelnuovo di Recanati, andranno in scena più legami: quello con la musica folk e l’organetto, quello di musicisti provenienti da diversi Paesi europei e quello che unisce due fratelli. Sì, perché saliranno sul palcoscenico di Amantica i «Samurai Accordion» e il «Duo Bottasso», formato dai fratelli Nicolò e Simone: quest’ultimo fa parte anche del gruppo internazionale che aprirà la serata, che conta, oltre a lui, anche un altro nostro connazionale, Riccardo Tesi. Questa che state per leggere è un’intervista a più voci con loro tre, una chiacchierata tra Recanati, Pistoia e Rotterdam, per conoscere la loro musica e come si stanno preparando al Festival.

Samurai Accordion

Samurai Accordion
(immagine da: www.giornaledellamusica.it )

Due italiani, un irlandese, David Munnelly, un basco, Kepa Junkera, e un finlandese, Markku Lepistö… a qualcuno potrebbe sembrare l’inizio già sentito di una barzelletta, invece è la formazione dei «Samurai Accordion». L’Unione Europea siete voi, raccontateci come è nato il gruppo…

Riccardo Tesi: Il progetto è nato nel 2010 da un’idea di Frédérique Dawans, che ha riunito cinque degli organettisti più rappresentativi del panorama europeo, tra cui il sottoscritto. Dopo un primo disco, che ha conquistato anche il Grand Prix International du Disque de l’Académie Charles Cros, e tanti concerti in tutta Europa, c’è stato un cambio di formazione, che ha visto l’ingresso di Simone Bottasso e di Kepa Junkera dei Paesi Baschi, uno dei più virtuosi suonatori di organetto a livello mondiale, disco d’oro e vincitore di un Latin Grammy. Insieme abbiamo realizzato il secondo album, dal titolo «Te», che in giapponese significa “mani” e che è anche il concept che lega i brani.

Ritroviamo il Giappone nel titolo del vostro ultimo lavoro, ma soprattutto nel vostro nome, «Samurai Accordion»: da cosa deriva questa scelta e come si sposa con la vostra musica e l’organetto?

Il nome lo ha scelto la nostra manager e amica Frédérique: i samurai sono considerati eroi nel loro Paese, e suonare l’organetto di questi tempi è un’attività abbastanza eroica, quindi ci meritiamo l’appellativo di samurai. In maniera leggera anche noi organettisti del gruppo abbiamo preso questo strumento, conosciuto solo nell’ambito della musica tradizionale, e gli abbiamo dato una nuova vita, un’immagine rinnovata e inedita.

«Recanati» e «Amantica»: cosa suscitano in voi e qual è il vostro legame con la città e il festival?

Riccardo Tesi: Ho già suonato ad Amantica con Banditaliana, e Recanati, oltre ad essere una bella città, è la “Mecca” degli organettisti, dove veniamo spesso per mettere a punto il nostro strumento. I Castagnari sono riconosciuti come i più grandi artigiani dell’organetto, e hanno contribuito con la loro maestria alla sua evoluzione dal punto di vista musicale verso un suono più contemporaneo.
Simone Bottasso: Anche per me sarà un ritorno al Festival, perché ho partecipato a una delle scorse edizioni con il gruppo Abnoba e ho il ricordo di una bellissima esperienza. Il mio legame con Recanati, poi, è molto forte, perché quello che utilizzo ogni giorno per fare musica arriva da lì. Quello che fanno i Castagnari, a differenza di tanti altri costruttori di strumenti musicali, è cercare di esaudire le richieste a volte anche un po’ bizzarre degli artisti, e così facendo – come ha affermato Riccardo – contribuiscono a dare nuova vita all’organetto e a creare cose innovative.
Per quanto riguarda il «Duo Bottasso», inoltre, quando sono stato l’ultima volta a Recanati e da Castagnari, ho registrato il video per “La bottega di Ja” e ho avuto modo di conoscere Michele Coppari, che ha collaborato con me e Nicolò alle musiche della colonna sonora del film che stiamo registrando qui a Rotterdam e che uscirà quest’estate.

Come definireste la musica dei Samurai?

Riccardo: Una musica viva, inedita, che viene sempre costruita insieme e che rispecchia le cinque diverse anime dei musicisti e compositori del gruppo: ognuno di noi porta materiali musicali che poi vengono arrangiati ed elaborati per creare un sound comune, frutto del collettivo, e questo è senza dubbio uno dei nostri punti di forza. Simone, poi, rappresenta la generazione più giovane rispetto alla mia e a quella degli altri e ha portato nuove istanze compositive e musicali, oltre a un approccio molto contemporaneo, che è uno dei motivi per i quali lo abbiamo fortemente tra i Samurai.

Il vostro, quindi, è un vero lavoro di squadra, ma vivete a grandi distanze l’uno dall’altro: come nasce materialmente una vostra canzone o un disco?

Riccardo: Fissiamo un periodo di prova nel quale ritrovarci, di solito in Belgio, ci mettiamo intorno a un tavolo con i nostri strumenti e ognuno porta le proprie idee sulle quali lavoriamo insieme per ottenere il suono dei Samurai. Alcuni brani sono più strutturati, mentre altri nascono più dall’interazione tra di noi, e un aspetto fondamentale è proprio questo lavorare in modo collettivo intorno alle idee: ciò crea un sound che da pezzo a pezzo risente delle influenze principali del compositore, ad esempio i brani di Dave Munnelly hanno una connotazione celtica più marcata. La multietnicità è una delle nostre più grandi ricchezze, un carattere peculiare al quale non vorremmo mai rinunciare.

Duo Bottasso

Duo Bottasso
(immagine da: www.cultura.trentino.it )

Nicolò e Simone, il «Duo Bottasso», un violinista e un organettista, due fratelli di Cuneo oggi in Olanda: com’è suonare in famiglia?

Nicolò: È un’esperienza sicuramente particolare, perché tutto è portato agli estremi, c’è quella confidenza unica com’è quella tra due fratelli, che non puoi trovare nemmeno in una formazione che suona insieme da anni e anni. Quando le cose funzionano è fantastico, quando invece c’è qualcosa che non va son problemi…
Simone: Il 95 per cento delle volte va tutto bene e ci divertiamo, e la cosa più bella è che non abbiamo bisogno di parole per comunicare, semplicemente ci capiamo all’istante, anche perché suoniamo insieme da quando eravamo bambini, e riusciamo a mantenere molta libertà nella nostra performance musicale.

Cosa vi aspettate da Amantica?

Riccardo: Ci aspettiamo di incontrare tanti appassionati di organetto, molti amici e belle persone, perché noi che suoniamo questo strumento “strano” e abbastanza raro siamo una grande famiglia che si estende in tutto il pianeta unita da un’unica passione che ci unisce, e quando ci incontriamo c’è una complicità speciale.

Eleonora Tiseni per Amantica